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giovedì, gennaio 26, 2006
Che Soffici - Cherubiche Creature
Che Soffici - Cherubiche Creature - Sono queste Gentildonne - Piuttosto assaliresti un Peluche - O violeresti una Stella -
Che Convinzioni di Cotonina - Un Orrore così raffinato Della lentigginosa Natura Umana - Del Divino - si vergognano -
È una tale comune - Gloria - Il Rango - di Pescatore - La Redenzione - Effimera Signora - Si vergognerà così - di Te -
Emily Dickinson
giovedì, ottobre 20, 2005
A una in Paradiso Eri per me quel tutto, amore, per cui si struggeva la mia anima - una verde isola nel mare, amore, una fonte limpida, un'ara di magici frutti e fiori adornata: e tutti erano miei quei fiori.
Ah, sogno splendido e breve! Stellata speranza, appena apparsa e subito sopraffatta! Una voce del Futuro mi grida "Avanti, avanti!" - ma è sul Passato (oscuro gugite!) che la mia anima aleggia tacita, immobile, sgomenta! Perchè mai più, oh, mai più per me risplenderà quella luce di Vita! Mai più - mai più - mai più - (è quel che il mare ripete alle sabbie del lido) - mai più rifiorirà un albero percosso dal fulmine, nè potrà più elevarsi un'aquila ferita.
Vivo, trasognato, giorni estatici, e tutte le mie notturne visioni mi riportano ai tuoi grigi occhi di luce, a là dove tu stessa ti porti e risplendi, oh, in quali eteree danze, lungo rivi che scorrono perenni.
Edgar Allan Poe banks financial
mercoledì, ottobre 12, 2005
Nella nebbia Strano, vagare nella nebbia! Solo è ogni cespuglio e pietra, nessun albero vede l’altro, ognuno è solo. Pieno di amici mi era il mondo, quando la mia vita era ancora luminosa adesso, che la nebbia cala, nessuno si vede più. Veramente, non è saggio chiunque non conosca il buio, che piano ed inesorabilmente da tutti lo separa. Strano, vagare nella nebbia! Vivere è solitudine. Nessuno conosce l’altro, ognuno è solo.
Hermann Hesse ponzi investigazioni
martedì, ottobre 04, 2005
Consunto da fatica, coro presto a leto Consunto da fatica, corro presto a letto caro ristoro al corpo distrutto dal cammino; ma allor nella mia testa s'apre un'altra via a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua. Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro volgono in fervido pellegrinaggio a te e tengono spalancate le mie palpebre pesanti scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce: ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce, che, simile a diamante sospeso nel buio più nero, fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo. Così di giorno il corpo, di notte la mia mente per colpa tua e mia non trovano mai pace.
William Shakespeare fotografia
venerdì, settembre 16, 2005
La ragazza d'acciaio
Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo
Non amavo nessuno eccetto colui che amavo
Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva
Ora tutto è cambiato è lui che ha cessato di
amarmi
Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io?
Non lo so e poi cosa cambia?
Sono ora stesa sulla paglia umida
dell'amore
Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata
Ragazza di latta ragazza arrugginita
O amore amore mio morto o vivo
Voglio che tu ricordi del passato
Amore che mi amavi da me ricambiato.
modding syspack
Jacques Prevert
lunedì, settembre 12, 2005
Come ti amo?
Come ti amo? - Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.
informatica
Elizabeth Barrett Browning
martedì, marzo 15, 2005
Non ti angosciare per quello che hai commesso
Non ti angosciare più per quello che hai commesso
le rose hanno spine e fango le argentee fonti;
nuvole ed eclissi oscurano luna e sole
e nel più bel germoglio s'asconde orrido verme.
Ognuno di noi sbaglia ed anch'io m'inganno
giustificando le tue offese con analogie
umiliando me stesso per mitigar le tue mancanze,
scusando le tue colpe più di quanto sia l'offesa:
poiché porto attenuanti ai peccati dei tuoi sensi,
la tua parte avversa diventa tuo avvocato -
ed inizia contro me stesso un regolar processo:
tale è la lotta interna fra il mio amore e l'odio,
che fatalmente anch'io mi devo render complice
di quel caro ladro che inclemente mi deruba.
prodotti tipici italiani
William Shakespeare
mercoledì, ottobre 20, 2004
Prima delusione Prodotti Puntoshop La bionda bimba coi capelli al vento correva per i viali del giardino rossa nel volto, respirando a stento per sfuggire al suo bruno fratellino. Prodotti Puntoshop Calpestandone i fiori scossi dal vento: poi rise, del suo riso argenteo e fresco, al fratellino giunto in quel momento. Spedizioni Internazionali
"Non mi prendesti!" disse e rise ancora al fratellino un po' mortificato; e il sol, che traversava i rami allora, baciò quel capo piccolo e dorato. Audio Video Casaelettronica "Fulvio, perché la bamboletta parla? Dici che sia una bambina vera?" "Chissà ! Bisognerebbe un po' osservarla, guardarle il viso che pare di cera." Fotografia Casaelettronica "Vai a prenderla: è dentro nella serra." Il fratellino corse, e lei rimase coll'occhio fisso all'ombre, che per terra formava il sol nell'ultima sua fase. Elettrodomestici Casaelettronica Tornò il fratello con la bamboletta: "Guardala, Fulvio, a me par proprio viva, se tiri quello spago parla, e, aspetta, se la bacio e la lodo si ravviva. Telefonia Casaelettronica Sì, sì! Se io le parlo mi comprende, se la rimbrotto subito s'attrista; quando la bacio, il bacio lei mi rende e poi, del resto, ridere l'ho vista". Corriere Espresso L'accarezzava intanto, la bimbetta, sui bei capelli morbidi e ricciuti, ma ad una mossa falsa la pupetta cadde e s'infranse in cocci assai minuti. Protezioni balistica Turbata in cuore da lacrime ardenti la bimba curva cerca in mezzo ai cocci: occhi di vetro, due piccoli denti e le manine simili a due bocci. Hotels Roma Bettoja Le lacrime le scendon, sul visino, su la parrucca che trattiene in mano; cerca di consolarla il fratellino: "Ti do il mio cerchio, e anche quel buffo nano". Hotel Rimini Ma no: non è la bambola perduta che fa piangere tanto la bambina: vera, parlante, sempre l'ha creduta; invece è sol di porcellana fina. Spedizioni Nazionali Piange la bimba perché fu delusa. L'aveva tanto amata come viva e che la ricambiasse s'era illusa, povera bimba! e l'illusion finiva. Catene da neve Trackonline Il sole tramontava tutto fuoco, da lungi si sentiva batter l'ore ed in quel giorno destinato al gioco pianse la bimba il primo suo dolore. Vacanze Toscana
Guido Gozzano
venerdì, luglio 23, 2004
Afferro le sue mani case vacanze interhome Afferro le sue mani e la stringo al mio petto. Tento di riempire le mie braccia della sua bellezza, di depredare con i baci il suo dolce sorriso, di bere i suoi bruni sguardi con i miei occhi. Ma dov'è? Chi può spremere l'azzurro dal cielo? centri revisione dekraitalia Cerco di afferrare la bellezza; essa mi elude lasciando soltanto il corpo nelle mie mani. Stanco e frustrato mi ritraggo. Come può il corpo toccare il fiore che soltanto lo spirito riesce a sfiorare? countryside tour farmtraveller Rabindranath Tagore
Il clown fondi xelion Saltimbanco, addio! Buona sera, Pagliaccio! Indietro, Babbeo: Fate posto, buffoni antiquati, dalla burla impeccabile, Fate largo! Solenne, altero e discreto, ecco venire il migliore di tutti, l’agile clown. appartamenti venezia apartmentinitaly Più snello d’Arlecchino e più impavido di Achille è lui di certo, nella sua bianca armatura di raso: etereo e chiaro come uno specchio senza argento. I suoi occhi non vivono nella sua maschera d’argilla. florence apartmentinitaly Brillano azzurri fra il belletto e gli unguenti mentre, eleganti il busto e il capo si bilanciano sull’arco paradossale delle gambe. birra olandese bavariaitalia Poi sorride. Intorno il volgo stupido e sporco la canaglia puzzolente e santa dei Giambi applaude al sinistro istrione che l’odia. campsite italy rivanuova Paul Verlaine
mercoledì, giugno 16, 2004
Casa sul maremodem adsl usr emeall viaggio finisce qui: nelle cure meschine che dividono l’anima che non sa più dare un grido. Ora I minuti sono eguali e fissi come I giri di ruota della pompa. Un giro: un salir d’acqua che rimbomba. Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio. sardinia airport geasarIl viaggio finisce a questa spiaggia che tentano gli assidui e lenti flussi. Nulla disvela se non pigri fumi la marina che tramano di conche I soffi leni: ed è raro che appaia nella bonaccia muta tra l’isole dell’aria migrabonde la Corsica dorsuta o la Capraia. voice applications loquendoTu chiedi se così tutto vanisce in questa poca nebbia di memorie; se nell’ora che torpe o nel sospiro del frangente si compie ogni destino. Vorrei dirti che no, che ti s’appressa l’ora che passerai di là dal tempo; forse solo chi vuole s’infinita, e questo tu potrai, chissà , non io. Penso che per i più non sia salvezza, ma taluno sovverta ogni disegno, passi il varco, qual volle si ritrovi. Vorrei prima di cedere segnarti codesta via di fuga labile come nei sommossi campi del mare spuma o ruga. Ti dono anche l’avara mia speranza. A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla: l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi. vacanze travel dominatravel Il cammino finisce a queste prode che rode la marea col moto alterno. Il tuo cuore vicino che non m’ode salpa già forse per l’eterno. giochi timEugenio Montale
lunedì, giugno 14, 2004
Lussurie ceramic grinding media industriebitossi Carne, o solo frutto addentato dei giardini di quaggiù frutto dolceamaro che impasta i denti di chi è solo degli affamati di solo amore, bocche o gole, e buon dessert dei forti, loro allegro desinare. prezzi offerte misterprice Amore! Sola emozione di coloro cui l’orrore di vivere non commuove, Amore, che stritoli sotto le tue mole gli indugi di libertini e ritrose per il cibo dei dannati che scelgono i sabba, agritourism tuscany Amore, tu m’apparisti a volte come un buon pastore di cui sogna la filatrice seduta presso il focolare le sere d’inverno, al calore di un chiaro sarmento, lastminute offerte viaggi ed è la Carne quella filatrice, e l’ora è giunta che il sogno avvolgerà la sognatrice – ora santa o no! che importa al vostro delirio, Amore e Carne? hotel logisPaul Verlaine
venerdì, giugno 04, 2004
lunedì, aprile 19, 2004
L’eroe al caffèhotel logisÈ stato al fronte, sì, ma col pensiero, però ti dà le spiegazioni esatte delle battaglie che non ha mai fatte, come vi fosse stato per davvero. carta sanitaria vitaldatanet Dovresti vedere come combatte nelle trincee d'Aragno ! Che guerriero! Tre sere fa , per prendere il Montenero, ha rovesciato il bricco del latte! rome apartment myhomeCol suo sistema di combattimento trova ch'è tutto facile: va a Pola, entra a Trieste e ti bombarda Trento. vacanze dolomiti valdifiemmeSpiana i monti, sfonda, spara, ammazza... - Per me - borbotta - c'è una strada sola... E intinge i biscotti nella tazza. lavatrici incasso indesitTrilussa
martedì, aprile 06, 2004
A mia madre
E il cuore quando d'un ultimo battito avrà fatto cadere il muro d'ombra per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano. In ginocchio, decisa, Sarai una statua davanti all'eterno, come già ti vedeva quando eri ancora in vita. sorrento italy manniellohotels Alzerai tremante le vecchie braccia, come quando spirasti dicendo: Mio Dio, eccomi. hotel lusso boscolohotels E solo quando m'avrà perdonato, ti verrà desiderio di guardarmi. articoli ufficio vikingop Ricorderai d'avermi atteso tanto, e avrai negli occhi un rapido sospiro.
Giuseppe Ungaretti
lunedì, marzo 22, 2004
Il passero solitariobusiness university unibocconiD'in su la vetta della torre antica, Passero solitario, alla campagna Cantando vai finché non more il giorno; Ed erra l'armonia per questa valle. Primavera dintorno Brilla nell'aria, e per li campi esulta, Sì ch'a mirarla intenerisce il core. Odi greggi belar, muggire armenti; Gli altri augelli contenti, a gara insieme Per lo libero ciel fan mille giri, Pur festeggiando il lor tempo migliore: Tu pensoso in disparte il tutto miri; Non compagni, non voli, Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi; Canti, e così trapassi Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.laurea economia unibocconiOimè, quanto somiglia Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso, Della novella età dolce famiglia, E te german di giovinezza, amore, Sospiro acerbo de' provetti giorni, Non curo, io non so come; anzi da loro Quasi fuggo lontano; Quasi romito, e strano Al mio loco natio, Passo del viver mio la primavera.business information promotingitalyQuesto giorno ch'omai cede alla sera, Festeggiar si costuma al nostro borgo. Odi per lo sereno un suon di squilla, Odi spesso un tonar di ferree canne, Che rimbomba lontan di villa in villa. Tutta vestita a festa La gioventù del loco Lascia le case, e per le vie si spande; E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.nautica fiera geIo solitario in questa Rimota parte alla campagna uscendo, Ogni diletto e gioco Indugio in altro tempo: e intanto il guardo Steso nell'aria aprica Mi fere il Sol che tra lontani monti, Dopo il giorno sereno, Cadendo si dilegua, e par che dica Che la beata gioventù vien meno.portale community buonpernoiTu, solingo augellin, venuto a sera Del viver che daranno a te le stelle, Certo del tuo costume Non ti dorrai; che di natura è frutto Ogni vostra vaghezza. A me, se di vecchiezza La detestata soglia Evitar non impetro, Quando muti questi occhi all'altrui core, E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro Del dì presente più noioso e tetro, Che parrà di tal voglia? Che di quest'anni miei? che di me stesso? Ahi pentirommi, e spesso, Ma sconsolato, volgerommi indietro.Giacomo Leopardi
mercoledì, marzo 10, 2004
Solo il dolore è rimastoluxury hotel boscolohotelsAmore, giorno e notte il mio cuore si strugge d'incontrarsi con te nell'incontro che è simile alla morte che tutto divora. Spazzami via come una tempesta; prendimi tutto quello che ho; spalanca il mio sonno e saccheggia i miei sogni. Derubami del mio mondo. In quella desolazione, nell'assoluta nudità dello spirito, uniamoci nella bellezza. Ahimè, che vano desiderio! Che speranza c'è d'essere uniti se non in te, mio Dio?alberghi lusso boscolohotelsFinisci allora quest'ultima canzone e separiamoci. Scorda questa notte ora che la notte è finita. Chi cerco di serrare tra le braccia ? I sogni non si possono fare prigionieri. Con mani avide stringo al mio cuore il vuoto, ed esso mi ferisce il petto.industrial manipulators dalmecDonna, non sei soltanto l'opera di Dio, ma anche degli uomini, che sempre ti fanno bella con i loro cuori. I poeti ti tessono una rete con fili di dorate fantasie; i pittori danno alla tua forma sempre nuova immortalità . Il mare dona le sue perle, le miniere il loro oro, i giardini d'estate i loro fiori per adornarti, per coprirti, per renderti sempre più preziosa. Il desiderio del cuore degli uomini ha steso la sua gloria sulla tua giovinezza. Per metà sei donna, e per metà sei sogno.como lake cctlagodicomoColsi il tuo fiore, oh cielo ! Lo strinsi al cuore e la spina mi punse. Quando il giorno svani' e si fece buio, scoprii che il fiore era appassito ma il dolore era rimasto.villa rentals salogivillasAltri fiori verranno a te, con profumo e con fasto, oh cielo ! Ma per me è passato il tempo di cogliere fiori; nella notte buia non ho più la mia rosa, solo il dolore è rimasto.reservation hotel boscolohotelsRabindranath Tagore
venerdì, marzo 05, 2004
Se... guida franchising azfranchising Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti la perdono intorno a te, dandone a te la colpa; se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano, e mettendo in conto anche il loro dubitare; se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa, se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie, o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio, senza apparir però troppo buono o troppo saggio; pneumatici gomme driver se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone; se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo, se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso trattando quei due impostori allo stesso modo se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui, o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego; offerta vacanze lastminutexpress se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce, a perdere e a ricominciar tutto daccapo, senza mai fiatare e dir nulla delle perdite; se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli, benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi, e a tener duro quando niente più resta in te tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro!"; diamanti gioielli recarlo se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù, o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario; se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti, se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo; se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi, il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene, e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio! cellulari 190 Joseph Rudyard Kipling
martedì, febbraio 24, 2004
Voglia del nulla
Triste mio spirito, un tempo innamorato della lotta, la Speranza il cui sperone attizzava i tuoi ardori, non vuole più cavalcarti! Giaciti dunque senza pudore, vecchio cavallo il cui zoccolo incespica a ogni ostacolo. allontanamento uccelli 3f Rassegnati, cuor mio: dormi il tuo sonno di bruto! exclusive accomodation sinahotels Spirito vinto e stremato! Per te, vecchio predone, l'amore ha perduto il suo gusto, e l'ha perduto la disputa; addio, canti di ottoni e sospiri di flauto! Piaceri, desistete dal tentare un cuore cupo e corrucciato! collezioni arte sipleda L'adorabile Primavera ha perduto il suo profumo. tables chairs vibiemme Il Tempo m'inghiotte minuto per minuto come fa la neve immensa d'un corpo irrigidito io contemplo dall'alto il globo in tutta la sua circonferenza e non vi cerco più l'asilo d'una capanna. lavoro casa jiampando Valanga, vuoi tu portarmi via nella tua caduta?
Charles Baudelaire
lunedì, febbraio 09, 2004
Deh, Violetta, che in ombra d'Amore Greece Windmills travel Deh, Violetta, che in ombra d'Amore Centro Estetico Benessere Villa Giulia negli occhi miei sì subito apparisti, Atrial fibrillation af ablation aggi pietà del cor che tu feristi, che spera in te e disiando more. Urlaub kroatien adriatica Tu, Violetta, in forma più che umana, Holiday villas Dolcevitavillas foco mettesti dentro in la mia mente col tuo piacer ch'io vidi; poi con atto di spirito cocente creasti speme, che in parte mi sana la dove tu mi ridi. Deh, non guardare perché a lei mi fidi, ma drizza li occhi al gran disio che m'arde, ché mille donne già per esser tarde sentiron pena de l'altrui dolore. Accomodation Tuscanyall
Dante Alighieri
venerdì, gennaio 23, 2004
Sull'amore
Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore. E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse: Quando l'amore vi chiama, seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui. Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire. E quando vi parla, abbiate fede in lui, Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino. arredo casa guidacasait Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà . Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole, Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra. Come covoni di grano vi accoglie in sé. Vi batte finché non sarete spogli. Vi staccia per liberarvi dai gusci. Vi macina per farvi neve. Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli. E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio. pipas de agua grasscity Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita. Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere, Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore, Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime. mykonos greek mykonosvillas L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso. L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto; Poiché l'amore basta all'amore. solenoid valves sirai Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ". E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida. polizze vita carigevitanuova L'amore non vuole che compiersi. Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi: Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte. Conoscere la pena di troppa tenerezza. Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore, E sanguinare condiscendenti e gioiosi. Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore; Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore; Grati, rincasare la sera; E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.
Kahlil Gibran
mercoledì, gennaio 21, 2004
Gioia di Bambino
"Non ho nessun nome: ho solo due giorni." Come ti devo chiamare? "Io sono felice, Gioia e' il mio nome." Dolce gioia ti tocchi!
Cara gioia! Dolce gioia di solo due giorni, dolce gioia ti chiamo: tu sorridi, io canto ancora dolce gioia ti tocchi.
William Blake material handling techint technologies
lunedì, gennaio 19, 2004
Agonia
Morire come le allodole assetate sul miraggio O come la quaglia passato il mare nei primi cespugli perché di volare non ha più voglia Ma non vivere di lamento come un cardellino accecato.
Giuseppe Ungaretti cd musica okmusica
Il principe
Volevamo costruire assieme una casa bella e tutta nostra alta come un castello per guardare oltre i fiumi e i prati su boschi silenti.
Tutto volevamo disimparare ciò che era piccolo e brutto, volevamo decorare con canti di gioia vicinanze e lontananze, le corone di felicità nei capelli.
Ora ho costruito un castello su un'estrema e silenziosa altura; la mia nostalgia sta là e guarda fin alla noia, ed il giorno si fa grigio - principessa, dove sei rimasta?
Ora affido a tutti i venti i miei canti arditi. Loro devono cercarti e trovarti e svelarti il dolore di cui soffre il mio cuore.
Devono anche raccontarti di una seducente infinita felicità , devono baciarti e tormentarti e devono rubarti il sonno - principessa, quando tornerai?
Hermann Hesselibri ragazzi juniorclubonline
lunedì, gennaio 12, 2004
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo. I tuoi occhi saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio. Così li vedi ogni mattina quando su te sola ti pieghi nello specchio. O cara speranza, quel giorno sapremo anche noi che sei la vita e sei il nulla Per tutti la morte ha uno sguardo. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Sarà come smettere un vizio, come vedere nello specchio riemergere un viso morto, come ascoltare un labbro chiuso. Scenderemo nel gorgo muti.
Cesare Paveselibri cultura ilcircolo
venerdì, gennaio 09, 2004
Non cercare mai di dire al tuo amore...
Non cercare mai di dire al tuo amore amore che mai non si può dire; perché il vento gentile si muove silenzioso, invisibile.
Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore, le ho detto tutto il mio cuore; tremante, gelido, in terribili paure- ah, se ne va via.
Non appena se ne fu andata da me uno straniero passo' per caso; silenzioso, invisibile- oh, non ci fu rifiuto.
William Blake Hotel Rome Cosmopolita
Amore
Fuoco? Uragano? Terremoto? Andiamoci più piano...
Dolore noto come agli occhi il palmo della mano e alle labbra il nome del proprio bambino...
Marina Ivanovna Cvetaevagrandi autori euroclub
martedì, dicembre 16, 2003
La vita solitaria
La mattutina pioggia, allor che l'ale Battendo esulta nella chiusa stanza La gallinella, ed al balcon s'affaccia L'abitator de' campi, e il Sol che nasce I suoi tremuli rai fra le cadenti Stille saetta, alla capanna mia Dolcemente picchiando, mi risveglia; E sorgo, e i lievi nugoletti, e il primo Degli augelli susurro, e l'aura fresca, E le ridenti piagge benedico: Poiché voi, cittadine infauste mura, Vidi e conobbi assai, là dove segue Odio al dolor compagno; e doloroso Io vivo, e tal morrò, deh tosto! Alcuna Benché scarsa pietà pur mi dimostra Natura in questi lochi, un giorno oh quanto Verso me più cortese! E tu pur volgi Dai miseri lo sguardo; e tu, sdegnando Le sciagure e gli affanni, alla reina Felicità servi, o natura. In cielo, In terra amico agl'infelici alcuno E rifugio non resta altro che il ferro. Talor m'assido in solitaria parte, Sovra un rialto, al margine d'un lago Di taciturne piante incoronato. Ivi, quando il meriggio in ciel si volve, La sua tranquilla imago il Sol dipinge, Ed erba o foglia non si crolla al vento, E non onda incresparsi, e non cicala Strider, né batter penna augello in ramo, Né farfalla ronzar, né voce o moto Da presso né da lunge odi né vedi. Tien quelle rive altissima quiete; Ond'io quasi me stesso e il mondo obblio Sedendo immoto; e già mi par che sciolte Giaccian le membra mie, né spirto o senso Più le commova, e lor quiete antica Co' silenzi del loco si confonda. Amore, amore, assai lungi volasti Dal petto mio, che fu sì caldo un giorno, Anzi rovente. Con sua fredda mano Lo strinse la sciaura, e in ghiaccio è volto Nel fior degli anni. Mi sovvien del tempo Che mi scendesti in seno. Era quel dolce E irrevocabil tempo, allor che s'apre Al guardo giovanil questa infelice Scena del mondo, e gli sorride in vista Di paradiso. Al garzoncello il core Di vergine speranza e di desio Balza nel petto; e già s'accinge all'opra Di questa vita come a danza o gioco Il misero mortal. Ma non sì tosto, Amor, di te m'accorsi, e il viver mio Fortuna avea già rotto, ed a questi occhi Non altro convenia che il pianger sempre. Pur se talvolta per le piagge apriche, Su la tacita aurora o quando al sole Brillano i tetti e i poggi e le campagne, Scontro di vaga donzelletta il viso; O qualor nella placida quiete D'estiva notte, il vagabondo passo Di rincontro alle ville soffermando, L'erma terra contemplo, e di fanciulla Che all'opre di sua man la notte aggiunge Odo sonar nelle romite stanze L'arguto canto; a palpitar si move Questo mio cor di sasso: ahi, ma ritorna Tosto al ferreo sopor; ch'è fatto estrano Ogni moto soave al petto mio. O cara luna, al cui tranquillo raggio Danzan le lepri nelle selve; e duolsi Alla mattina il cacciator, che trova L'orme intricate e false, e dai covili Error vario lo svia; salve, o benigna Delle notti reina. Infesto scende Il raggio tuo fra macchie e balze o dentro A deserti edifici, in su l'acciaro Del pallido ladron ch'a teso orecchio Il fragor delle rote e de' cavalli Da lungi osserva o il calpestio de' piedi Su la tacita via; poscia improvviso Col suon dell'armi e con la rauca voce E col funereo ceffo il core agghiaccia Al passegger, cui semivivo e nudo Lascia in breve tra' sassi. Infesto occorre Per le contrade cittadine il bianco Tuo lume al drudo vil, che degli alberghi Va radendo le mura e la secreta Ombra seguendo, e resta, e si spaura Delle ardenti lucerne e degli aperti Balconi. Infesto alle malvage menti, A me sempre benigno il tuo cospetto Sarà per queste piagge, ove non altro Che lieti colli e spaziosi campi M'apri alla vista. Ed ancor io soleva, Bench'innocente io fossi, il tuo vezzoso Raggio accusar negli abitati lochi, Quand'ei m'offriva al guardo umano, e quando Scopriva umani aspetti al guardo mio. Or sempre loderollo, o ch'io ti miri Veleggiar tra le nubi, o che serena Dominatrice dell'etereo campo, Questa flebil riguardi umana sede. Me spesso rivedrai solingo e muto Errar pe' boschi e per le verdi rive, O seder sovra l'erbe, assai contento Se core e lena a sospirar m'avanza.
Giacomo Leopardilibri dvd clubdeglieditori
Peccato di vanità domina i miei occhi (Sonetto 62)
Peccato di vanità domina i miei occhi, l'intera anima mia ed ogni mio latro senso; e per questo peccato non v'è alcun rimedio, tanto è radicato nell'intimo del mio cuore. Penso che nessun volto sia gentile quanto il mio Né forma più perfetta, o perfezione sì pregiata; e al mio proprio merito attribuisco tal valore ch'io supero ogni altro in qualsiasi campo. Ma quando lo specchio mi svela come sono, colpito e disfatto da consunta vecchiaia, leggo al rovescio questo amore di me stesso: sarebbe cosa infame amare quell'io che vedo. Sei tu, il mio vero io, che elogio in vece mia, rinverendo la mia età col colore dei tuoi anni.
William Shakespearefinanziamenti fidi fiditalia
venerdì, dicembre 05, 2003
Quando noi ci lasciammo
Quando noi ci lasciammo In silenzio e in lacrime, Spezzato a mezzo il cuore Nel doverci dividere per anni, La tua guancia divenne fredda e pallida E più freddo il tuo bacio; Quell'ora veramente fu presagio Del dolore di questa.
La rugiada dell'alba Scese gelida sopra la mia fronte: Io sentii come il monito Di ciò che sento ora. Son spezzati i tuoi voti, Hai fama di volubile: Sento dire il tuo nome E ne divido l'onta.
Chi innanzi a me ti nomina Suona a morto al mio orecchio; Un brivido mi scuote: Perché eri tanto cara? Essi non sanno che ti ho conosciuta, Che ti ho conosciuta troppo bene: A lungo a lungo avrò di te un rimpianto Troppo profondo a dirsi.
C'incontrammo in segreto: in silenzio Mi dolgo che il tuo cuore Possa avermi scordato, Tradito la tua anima.
Se dovessi incontrarti Dopo lunghi anni, Come salutarti? Con silenzio e con lacrime.
George Byronbotanical extract indena
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